La caduta del Re

Credits: Sports Illustrated

I Lakers perdono 111 a 106 contro i Brooklyn Nets e dicono ufficialmente addio ai playoffs.
Il destino vuole che la sconfitta più importante venga proprio contro la franchigia capitanata da D’Angelo Russell.

Sì, proprio quel Russell! Quello che quest’estate era stato fatto “fuori” dalla dirigenza angelena per far approdare Lebron James in California.

Che la stagione 2018/2019 potesse essere di transizione lo avevamo capito tutti, basti guardare la durata del contratto che King James ha firmato a luglio, ma nessuno si sarebbe aspettato un fallimento così grande.

L’anno inizia nel peggiore dei modi con un record di 0 vittorie e 3 sconfitte, facendo arrivare, sin da subito, le prime critiche da parte dei social media. James e compagni, però, riescono a non farsi condizionare dai commenti esterni e mettono insieme una buona serie di vittorie che gli permette di raggiungere il quarto posto nella Conference dell’Ovest.

Il momento chiave della stagione arriva nella partita di Natale, contro i Warriors, dove Lebron è costretto ad abbandonare la partita per infortunio (il più lungo della sua carriera).

Questo episodio cambia drasticamente la regular season dei Lakers perché da questo momento in poi la squadra allenata da Luke Walton non è più in grado di vincere e soprattutto James, per la prima volta, ha dato la sensazione di non essere un alieno.

L’assenza prolungata del numero uno della Lega ha spinto la dirigenza a fare una scelta drastica ovvero quella di portare subito alla corte del Re un’altra stella. La scelta ricade su Anthony Davis dei Pelicans, in rottura con la propria squadra e rappresentato dallo stesso agente di James.

La trattativa è più difficile del previsto perché i Lakers sono costretti a dare via mezza squadra per poter arrivare al giocatore tanto desiderato, andando a compromettere i rapporti fra i giocatori che già facevano fatica a decollare.

Neanche il ritorno del Re ha permesso alla squadra di risollevarsi, sia tecnicamente che psicologicamente, nonostante abbia dichiarato che sarebbe entrato in modalità playoffs molto prima del previsto.

Così per il sesto anno di fila i lacustri non parteciperanno ai playoffs e Lebron James non accederà per la prima volta alla postseason dal lontano 2005, mettendo fine alla striscia di 8 finali consecutive.

Sarà un’estate molto intensa nella California del Sud dove allenatore, giocatori e dirigenti saranno messi in discussione dopo un’annata ben sotto le aspettative.

E Lebron? Per il nativo di Akron sarà un lungo periodo di riflessione perché per la prima volta, probabilmente, la nomina di “faccia della lega” verrà messa a rischio e in molti, giornalisti soprattutto, si chiederanno se stia iniziando a calare il sole sul suo regno.

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