Ven. Lug 19th, 2019

Kyrie ed i Celtics: Endgame

Irving-NBA

Finisce in un’anonima gara 5 contro Milwaukee la breve storia d’amore fra i Celtics e Kyrie Irving. Infatti, secondo i rumors che si susseguono ormai da inizio stagione, Kyrie non sarebbe intenzionato ad usufruire della propria player option, come previsto da contratto, per allungare la sua permanenza a Boston. E questo sarebbe avvenuto comunque a prescindere dai risultati della postseason.

Ma questa serie contro i Bucks è un colpo psicologico sia per il giocatore nato in Australia sia per la franchigia del trifoglio. Una separazione che avverrà in modo molto doloroso, considerando che Irving era arrivato in città da re ed è stato considerato, sin dal primo giorno della sua nuova avventura nel New England, la superstar assoluta, centro del progetto Celtics. Ma in questi due anni i problemi fisici e la discontinuità a livello di prestazioni hanno minato la fiducia nei suoi confronti. E quello che è successo nelle cinque partite di questa serie è l’amaro epilogo di ciò che in tanti avevano temuto, ma che nessuno avrebbe mai pensato. Un fallimento totale.

La serie contro i Milwaukee Bucks

Come i nostri lettori sapranno, avevamo nutrito molta fiducia in questa sfida, che sembrava proporci uno scontro alla pari. Milwaukee è stato costante in tutta la regular season e stava dimostrando il proprio potenziale anche durante i Playoffs. Boston aveva cominciato ad esprimere, invece, un gioco all’altezza della squadra che sfiorò le Finals appena un anno fa. Le premesse c’erano tutte. Poi, dopo gara 1, è successo il disastro. La chiave di lettura sono le statistiche del colpevole numero uno di questa disfatta: Irving.

Il ragazzo ha tirato con una percentuale del 35% dal campo durante tutto l’arco della serie con 104 tentativi (37 realizzati). Aggiungiamo anche un misero 21% da tre, anche se non è proprio la specialità della casa ma è comunque sempre stata un’arma a portata del talento australiano. Il numero 11 di Boston ha chiuso gara 1 da top scorer con 26 punti messi a referto per poi cadere in gara 2 con soli 9 pt. Poi 29 in gara 3, 23 in gara 4 e 15 nella decisiva gara 5. Pochissimo per chi doveva viaggiare a medie ben superiori, ma soprattutto una percentuale di realizzazione imbarazzante per uno come lui. Boston non è riuscita a trovare le risposte per riaprire la serie e neanche gli altri giocatori, in mancanza del proprio leader, hanno ripreso la serie che è volata via insieme al sogno finale.

Un vero peccato! E la domanda che ora potrebbe diventare un reale problema è: ma Kyrie Irving ha davvero la mentalità, la leadership e il talento necessario per trascinare al titolo una franchigia?

Free Agency: dove giocherà il prossimo anno?

Dopo le dichiarazioni anonime uscite dallo spogliatoio Celtics a fine gara, dove qualcuno ha asserito che non è possibile giocare con Kyrie perché tutto il gioco si concentra nelle sue mani, è ora di affrontare l’argomento free agency. Constatato che vi è una meno che remota speranza di vederlo vestire ancora la maglia dei Celtics, andiamo a valutare lo scenario più affascinante e possibile allo stesso tempo.

Nelle ultime ore l’ipotesi più accreditata pare essere quella di una “reunion” con il Re, LeBron James, ad Hollywood. Uno scenario affascinante e “confermato”, a mezza bocca, dal diretto interessato. Le possibilità che egli possa atterrare a Los Angeles sponda Lakers ci sono tutte. I Lakers hanno sia il blasone del proprio nome e della loro storia sia spazio salariale a disposizione per coprire una richiesta tra i 20 e 25 milioni di dollari a stagione. Oltretutto c’è il fattore Lebron, che ovviamente è il perno centrale dell’affare. I due andrebbero a riformare una coppia di superstar eccezionale che è già abituata a giocare insieme e che ha trascinato per anni Cleveland fino alle Finals. Inoltre ai due potrebbe unirsi una terza superstar tra i vari Durant, Thompson e Leonard. Estate caldissima in California. Gli equilibri della lega cambieranno sicuramente  dopo l’estate 2019.

Le altre possibili destinazioni possono essere l’approdo alla corte di Pop a San Antonio, la città del sogno americano New York, un clamoroso ritorno a Cleveland e, con un po’ di distacco, Houston, Utah e Clippers. Tante alternative per lui in estate, il quale rimarrà comunque un sogno per tante franchigie, poiché quando si parla così tanto dei Lakers poi qualcosa succede sempre…
Non resta che aspettare l’inizio del mercato, sperando che un giocatore che ha fatto innamorare le folle non patisca un contraccolpo psicologico che ne possa pregiudicare la propria pallacanestro nel prossimo futuro.

Al prossimo appuntamento NBA!
#ThisIsWhyWePlay
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