Mer. Giu 26th, 2019

NBA FINALS 2019: Toronto Raptors-Golden State Warriors

Nba-Warriors-Toronto-Raptors

Ladies and gentlemen, la stagione volge al termine, il “countdown” sta per segnare l’ora “x”. Meno di ventiquattro ore all’inizio della sfida di pallacanestro più importante dell’anno. Milioni e milioni di persone, appassionati e spettatori occasionali, grandi e piccini, uomini e donne… gli occhi del mondo saranno tutti per questo incontro.

Le “NBA FINALS 2019” si presentano come il più classico dei grandi incontri di boxe: all’angolo degli sfidanti i sorprendenti Toronto Raptors alla loro prima finale di sempre, nell’altro angolo c’è la dinastia dei pluricampioni, nonché detentori di due titoli Nba “back to back”, i Golden State Warriors alla loro quinta apparizione consecutiva nell’atto decisivo della stagione.

I canadesi, allenati da coach Nurse, riporranno i loro sogni di gloria in un giocatore straordinario, tanto controverso fuori dal campo come professionale ed esemplare in campo. Kawhi Leonard è senza dubbi l’uomo franchigia, uno dei più grandi campioni di questa lega e, secondo il presidente dei Raptors, il migliore di tutti. La squadra canadese avrà contro la maggior parte dei pronostici e molti motivi per non credere in questa impresa, ma potrà contare sul fattore campo e sul sostegno di un intera nazione. E chissà che per loro non possa avverarsi la favola di vincere questa battaglia.

Poi oltre gli inaspettati ragazzi dal Canada, ci sono gli altri, non altri qualsiasi, ci sono proprio quelli. I più forti, i più intelligenti, i più talentuosi, i favoriti, sono i Warriors della leggendaria dinastia degli “Splash Brothers”: Steph Curry, Durant, Thompson, Green e Iguadala. Solo sentire i nomi dei ragazzi di coach Kerr fa rabbrividire e fa riflettere quanto possano sempre sembrare imbattibili ogni volta che si presentano a questo appuntamento.

Quest’anno però è davvero speciale perché si può finalmente chiudere il cerchio ed entrare nell’olimpo del Basket conquistando il famigerato Tree-peat. Solo quattro squadre in tutta la storia del Gioco ci sono riuscite, squadre di campioni che nessuno dimenticherà e che la storia non potrà cancellare: i mitici Minneapolis Lakers del ‘52, ‘53, ‘54; i migliori Celtics di sempre con otto titoli consecutivi dal 1959 al 1966; i Bulls di “His Airness” Michael Jordan che lo fecerò due volte negli anni ‘90; i Los Angeles Lakers del duo Kobe e Shaq che vinserò nel 2000, 2001, 2002.

Questo avvenimento riesce a segnare le epoche, si trasporta nel corso degli anni e scolpisce le pietre commemorative fuori dai palazzetti. E se riusciranno nell’impresa potranno poi, nel migliore dei modi, sciogliere questa fantastica e indimenticabile dinastia della Baia.

Tralasciando un po’, solo per ora, la retorica e i sentimenti che ci trascineranno durante questa sfida, possiamo dare una rapida occhiata su ciò che potremmo osservare a livello tattico. Anzitutto, per le speranze di Toronto, i Raptors devono riuscire a imporsi in queste prime gare casalinghe visto che KD sarà assente per infortunio. Ma come abbiamo visto nelle finali di Conference, i Warriors, privi di Durant, giocano di sistema, rapidi e precisi, praticamente un livello divino. La speranza è che gli Splash Brothers possano avere una serata no e che Leonard non sia il solo a difendere ma che ci siano in supporto, al massimo della concentrazione, anche Siakam e Ibaka. A Marc Gasol il compito di essere il plus offensivo che possa offrire insieme a Lowry un’alternativa a Leonard.

Per i Warriors non c’è molto da dire: serve giocare come meglio sanno fare, sono abituati a questi palcoscenici e in gara 3 o magari anche in gara 2 avranno nuovamente KD. Le preoccupazioni GWS devono essere rivolte sui nervi di Green e sulla stabilità di uno spogliatoio all’ultimo giro di giostra. Ma dopo cinque finali consecutive non è più solo una questione di tattica, è un gioco da leggenda.
Comunque andrà, lo scontro tra Raptors e Warriors è già leggendario, ancora prima della prima palla a due della serie. Ci siamo… #ThisIsWhyWePlay

Condividi