Mar. Set 17th, 2019

NBA Finals: Toronto Raptors-Golden State Warriors 3-1

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“Guardatevi intorno, domani non possiamo vincere. Non siete una squadra da titolo. Siete stati fortunati finora ma… ma domani la fortuna vi abbandonerà…”. Con queste parole, il coach di una squadra di college di El Paso, Texas, decide di motivare i propri ragazzi prima della finalissima contro la dinastia dell’Università del Kentucky che dominava da anni.

Questo discorso fu reso celebre dal film Glory Road e il coach di quella squadra era la leggenda della panchina Don Haskins. Non credo che vi siano citazioni migliori che si possano adattare tanto perfettamente alla situazione dei Toronto Raptors e alla loro cavalcata nelle Finali 2019 contro Golden State.

Con la partita di venerdì notte, vanno in archivio le due gare consecutive disputate in California e la serie si prepara al ritorno nei confini canadesi per gara 5. La situazione però ha dell’incredibile e non sarò disposto a credere a nessuno che mi venga a dire che è stato in grado di pronosticare un risultato di 3-1 in favore dei Raptors con due vittorie raccolte a casa dei Campioni. Gli “underdogs”, cioè gli sfavoriti, stanno facendo vivere ai propri fans e agli appassionati di basket di tutto il mondo una storia degna dei migliori “blockbuster”. Dalle storie del grande schermo come “Coach Carter” e “Ogni maledetta domenica”, passando per “Hoosiers”, a quelle reali dello sport a stelle e strisce dei Philadelphia Eagles e quelle dei “Bad Boys” di Detroit. Raptors contro Warriors potrebbe essere ricordata come una serie storica al pari di queste altre.

Gara 3

Da Toronto ad Oakland, le finali arrivano negli States sull’1-1. Gli spettatori della Oracle Arena e quelli di tutto il mondo sanno che qui i Warriors sono praticamente imbattibili. L’unico dubbio lo fanno sorgere le assenze importanti di Thompson, Durant e Looney. Senza tre giocatori del quintetto base, la Baia può fare affidamento solo sula vecchia guardia formata da Curry, Iguodala e Livingston. La partita però, nonostante il fattore campo, la portano a casa i Raptors guidati da un Leonard da 30 pti (che con i 36 di gara 4 raggiungerà quota otto gare di Playoffs con uno score di +30pti, secondo solo alle nove di Kobe del 2009) con 7 rimbalzi e 6 assist. Buone le prestazioni di Siakam e Lowry che mettono a referto 18 e 23 punti a testa. Ma la “top performance” di serata è quella di uno spettacolare Steph Curry che segna, orchestra l’attacco e difende con tenacia su ogni possesso canadese. I numeri di gara 3 per lui sono 47 pti, 8 rimbalzi, 7 assist tirando col 45% dal campo con un 6/14 dalla linea dei 3 punti. Anche con l’incredibile partita di Curry, i Raptors si impongono per 123-109.

Gara 4

Ritornano a disposizione di coach Kerr sia la star Klay Thompson che il centro Kevon Looney. La gara inizia con il tentativo di allungo dei Warriors nel corso del primo quarto di gioco che si chiude 23-17 per i campioni in carica, anche se fin da subito si percepisce la grande attenzione difensiva di entrambe le squadre dato che il primo canestro lo segna Curry dopo 2 min dalla palla a due a causa dei continui ribaltamenti di fronte. Golden State riesce a chiudere in vantaggio il primo tempo, ma nella ripresa vengono tramortiti da due triple micidiali con le quali Toronto agguanta il primo vantaggio della propria partita. Dopo questo, i Raptors volano e diventano irraggiungibili per GSW, che perde clamorosamente la seconda gara casalinga consecutiva compromettendo inaspettatamente la propria corsa al terzo anello, al Three-peat. Gara 4 termina 105-92 e la serie si porta sul 3-1 per i canadesi. Pessima prestazione dall’arco per Steph che tira col 22%. Fenomenali il solito Leonard ed Ibaka con 36 e 20 pti. Il Jurassic Park di Toronto è in festa ed aspetta ora i propri eroi per poter festeggiare il loro primo anello in casa in Gara 5.

Le Finals tornano a Toronto per Gara 5 nella prime ore di martedì, con il primo match point per i Raptors. Solo nel 2016 una squadra fu in grado di ribaltare la serie da un risultato di 3-1, i Cavs di LeBron proprio contro Golden State. Purtroppo per i Warriors, non ci è dato sapere se KD sarà della partita, ma se non dovesse tornare potremmo dover incoronare dei nuovi campioni e chiudere la storia di una dinastia comunque leggendaria.

La grande delusione fino ad ora è proprio l’icona di GSW, Curry, che pare aver smarrito il proprio magico tiro e la propria straordinaria capacità di uscire vincitore da ogni situazione. Dall’altro lato invece Leonard sta conquistando un meritatissimo titolo di MVP dell Finals, che sarebbe il suo secondo dopo quello guadagnato con gli Spurs. Una serie leggendaria, una cavalcata Playoffs terrificante e un talento smisurato. Che sia lui il miglior giocatore del pianeta da questo momento? Solo il tempo ce lo dirà. Come il tempo ci dirà se queste finali sono veramente finite in questa clamorosa maniera, ma solo il tempo. Perchè -“It ain’t over till it’s over”- non è finita finchè non è finita.

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