Gio. Nov 14th, 2019

NBA 2019 Awards

Antetokounmpo-Nba

La stagione NBA termina con l’assegnazione dei premi individuali che quest’anno non hanno riservato particolari sorprese. Al Barker Hangar di Santa Monica, California, la serata è stata presentata dal mito della pallacanestro Shaquille O’Neal, che, divertente e scanzonato, con il suo solito show ha fatto ridere ininterrottamente tutta la sala per venti minuti. Ma veniamo ai premi.

Most Valuable Player

I canditati al premio più importante dell’anno sono stati: James Harden (HOU), Paul George (OKC) e Giannis Antetokounmpo (MIL). Senza nessuna sorpresa e nessuno scandalo, l’MVP 2019 lo porta a casa Giannis, semplicemente il più forte giocatore dell’anno nella migliore squadra della regular season. Il greco vince l’ambito premio all’età di 24 anni dopo una stagione monster, con una media per gara di 27.7 pti, 12.5 rimbalzi e 5.9 assist. Dopo la sua sesta stagione nella Lega con la maglia dei Bucks, si conferma protagonista assoluto del futuro della NBA.

Rookie of  the Year

I tre giovani canditati erano: Young (ATL), Ayton (PHX) e Doncic (DAL). Purtroppo per il play di Atlanta non è bastato un finale di stagione da superstar per vincere il premio, che va all’orgoglio europeo Luka Doncic, come da pronostico. Il ragazzo ha dominato sin da subito, è stato uno dei rookie più pronti dai tempi di LeBron. Ha idealmente ereditato le chiavi della squadra dall’ex MVP Dirk Nowitzki e ha sfiorato per un nulla la chiamata all’All-Star Game. Chiude la sua prima stagione con dei numeri complessivi da 21.2 pti, 7.8 rimbalzi e 6 assist per gara. Doncic, un giorno, si guadagnerà l’anello e il premio da MVP.

Most Improved Player

Il giocatore che ha fatto il salto di qualità più evidente è stato il nuovo campione NBA Pascal Siakam dei Toronto Raptors. Il premio è stato quasi scontato per un ragazzo che si è rivelato un elemento fondamentale per il primo titolo della franchigia canadese. Forse sta muovendo i primi passi verso la fama di “Superstar”.

Defensive Player of the Year

Rudy Gobert da Utah si guadagna il suo secondo riconoscimento come miglior difensore della lega. Le statistiche parlano per lui ma non dicono tutto. Comunque fa 12.9 rimbalzi, 0.8 rubate e 2.3 blocchi per partita. Ormai sta facendo collezione e se qualcuno punta al titolo lo salvi dalla terra di nessuno e sarà ripagato.

Sixth Man of the Year

Forse non c’era premio più scontato. Lou Williams è un fenomeno, un giocatore da massimo salariale. Questo ragazzo ha fatto la differenza partendo dalla panchina dei Clippers. Ha messo a referto una media di 20 punti a gara, un contributo altissimo rispetto a ciò che ci si aspetta dalla panchina. Doc Rivers ha avuto un’idea geniale e Lou ha creduto in questa strategia. Ripagati. Il precedente? Due nomi: coach Pop e Ginobili qualcosina l’hanno vinta.

Coach of the Year

E la “panchina d’oro” va a Mike Budenholzer, il coach di Giannis e Milwaukee. Non poteva che vincerlo lui, che ha stabilito il miglior record della Lega quest’anno, creando un sistema di gioco che ha messo le ali al greco ma che ha anche rimesso al mondo giocatori come Middleton e Bledsoe. La squadra ha purtroppo fallito ai Playoffs ma le premesse per ambire al titolo ci sono ancora tutte. In bocca al lupo coach!

E con gli “Oscar” della pallacanestro va definitivamente in archivio quest’annata meravigliosa, che ci proietta verso un’estate di fuoco in attesa che il meteorite Zion Williamson si abbatta sulla Lega. #ThisIsWhyWePlay

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