Ven. Lug 19th, 2019

Are you ready for Zion Williamson?

Zion-Williamson

Terremoto in California, il palazzetto si scuote. No, questa volta la terra non trema. Purtroppo lo farà più tardi con effetti devastanti su tutto il Sud del Paese, ma in quel momento non era la terra. Siamo al Thomas & Mack Center di Las Vegas, di fronte ad oltre 17.000 spettatori e si gioca la partita di Summer League fra i New Orleans Pellicans di Zion Williamson e i New York Knicks di R.J Barrett. Il debutto dei due ex-compagni da Duke è attesissimo: da una parte la prima scelta assoluta del Draft NBA 2019 e dall’altra la numero 3.

Nel corso del primo quarto, al minuto 4:54, Zion si avventa sul malcapitato Kevin Knox che aveva guadagnato un rimbalzo difensivo. In un decimo di secondo lo sbrana e gli strappa la palla dalle mani, facendolo cadere. Poi palleggio, arresto e schiacciata a due mani devastante. Il T&M Center esplode in un urlo di gioia collettivo. L’ala di New Orleans mostra il bicipite al pubblico. “Houston abbiamo un problema…” il meteorite Williamson si è schiantato sul pianeta NBA. La partita sarà sospesa a causa di alcune scosse sismiche, questa volta più reali e paurose che mai. Zion rimedia anche un infortunio di lieve entità al ginocchio e chiuderà la sua partita con 11 punti in 9 minuti con quattro schiacciate.

Lo sapevamo, lo sapevate e lo sapevano. O almeno tutti ci speravano. Questo non è un giocatore normale, non è un giocatore forte e neanche un fuoriclasse. Il ragazzo è l’erede di LeBron James, colui che fu il Prescelto prima e divenne il Re poi. È la prima scelta assoluta del Draft ma non deve convivere con quella pressione, è oltre quello status, piuttosto deve far fronte alle attese stellari riposte in lui dall’ambiente. Vincere e farlo subito. Senza subire il passaggio nel mondo dei professionisti, essendo subito il leader della sua franchigia ed evitando ogni forma di sconfitta. Ha il talento per farlo, ma una pressione così lo può distruggere senza lasciargli possibilità di replica. Il futuro è dalla sua, ma solo il tempo ci dirà se il destino si compierà.

Ma chi è la nuova stella nascente della NBA?

Zion Lateef Williamson è nato a Salisbury, in North Carolina il 6 Luglio 2000. È stato cresciuto dalla madre Sharonda, un’insegnante di educazione fisica delle scuole della sua cittadina, in quello che è un ambiente molto differente dalla periferia malfamata dove crebbe il mito di LeBron. Il secondo nome di Zion è quello del padre Lateef, che divorziò dalla madre della giovane stella pochi anni dopo la sua nascita. Sin da quando aveva appena cinque anni, Zion è stato indirizzato alla carriera sportiva e ha coltivato il sogno di diventare, un giorno, un campione, anche grazie agli insegnamenti del compagno della madre che giocò a livello collegiale.

La sua carriera parte realmente quando iniziò a frequentare l’high school presso la Spartanburg School in South Carolina. Giocando per la squadra della scuola mise a referto una media di 32 punti a partita nel corso di quattro anni. Con questi numeri, il talento della Carolina era già entrato nei radar degli scout NBA.

Successivamente decise di scegliere Duke come college. Qui, nella stagione 2018-2019, con la maglia degli Blue Devils, fece 33 presenze (poche a causa di un infortunio contro Virgina Tech, causato dall’esplosione di una scarpa durante un rapido cambio di direzione) mettendo 22.6 punti a gara e 8.9 rimbalzi con una percentuale dal campo del 68%. È la migliore percentuale dal campo di sempre per un debuttante NCAA. Per fare un confronto, James ebbe una media di 18 punti durante la sua stagione da freshman. Superando i 500 punti, 50 rubate e 50 blocchi nella sua prima stagione si unisce al duo Davis-Durant, che ci riuscì prima di lui.

Dopo solo un’anno di college, Williamson chiude la sua carriera universitaria e si dichiara eleggibile al Draft ed entra nel mondo professionistico vestendo la maglia dei New Orleans Pellicans.

Il confronto con LeBron

Un’attenzione mediatica del genere fu concessa a pochi altri atleti, giocatori del calibro, per esempio, di Anthony Davis. Ma più di tutti, il confronto immediato è quello con James. Gli appassionati ricordano la copertina che Sport Illustrated dedicò al nativo di Akron, definendolo come “il Prescelto”. Un titolo iconico che accese i riflettori su quel ragazzo presentandolo al mondo. In modi differenti, la stessa cosa è avvenuta a Zion tramite i social e YouTube, con i video delle sue schiacciate postati ovunque. Seguirono subito le voci che lo volevano a New York per portare il titolo in città. Da quel momento in poi, l’hype è cresciuto in maniera esponenziale. Troppo simile al Re, per rilevanza mediatica, per talento, e per fisicità. In attesa delle risposte del campo, la sensazione è che Zion possa seguire le orme di LeBron come Kobe fece con Jordan.

Soltanto accostare questi nomi alla carriera di un ragazzo che ha appena compiuto 19 anni sembra una blasfemia e una responsabilità eccessiva. Ma gli dei del Basket amano creare situazioni inverosimili per dare ogni volta al Gioco quell’aura di epicità tipica delle storie mitologiche.

Tutto poi dipenderà da Williamson stesso, poichè citando Shakespeare:it is not in the stars to hold our destiny but in ourselves” – Non è nelle stelle che è conservato il nostro destino, ma in noi stessi -.

#ThisIsWhyWePlay

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