Gio. Nov 14th, 2019

Djokovic batte Federer in una finale leggendaria a Wimbledon

La finale più lunga della storia di Wimbledon, durata 4 ore e 55′, si conclude con il trionfo del tennista serbo ai danni dello svizzero con il punteggio di 7/6, 1/6, 7/6, 4/6, 13/12, che gli consente di agguantare il suo quinto successo a Wimbledon e di raggiungere un’icona del tennis come Bjorn Borg. Nole sale così a 16 Slam, a meno quattro dal recordman Roger Federer e a meno due da Rafael Nadal, e torna a mangiare l’erba del prato di Wimbledon dopo il successo del 2018.

La sfida

Il match è iniziato sotto il segno dell’equilibrio, che ha resistito durante quasi tutto l’incontro, eccetto il secondo set dominato da Re Roger, nell’arco di quasi 5 ore caratterizzate da livelli di tennis qualitativamente altissimi.

Questo match entra di diritto nella storia del tennis e in particolare di Wimbledon, non solo per la durata, ma anche perchè si è trattato della prima finale del tabellone di singolare maschile decisa dalla tanto discussa formula che prevede un tie-break sul 12 pari nel set decisivo.

L’8 volte campione a Wimbledon ha utilizzato molto la rotazione in backspin durante la partita perchè resa difficile da arginare dalla superficie del campo, ma il serbo ha saputo reagire colpo su colpo, facendo la differenza spesso e volentieri con la sua risposta e il suo rovescio in topspin. Il numero 1 del mondo ha dovuto annullare anche 2 match point al suo avversario durante il 16esimo gioco del quinto set, per poi strappare il servizio allo svizzero e condurre la partita fino al tie-break decisivo.

La cornice

Novak Djokovic e Roger Federer hanno dato vita ad una battaglia senza esclusione di colpi che ha tenuto milioni di spettatori, anche non appassionati di tennis, incollati ai teleschermi.

La vittoria di Nole è avvenuta in trasferta, poichè tutto lo stadio era a favore del campione svizzero, arrivando addirittura a fischiare il serbo nel momento della premiazione, facendo in parte rivivere delle scene già viste durante la finale degli U.S. Open del 2015, sempre contro Federer. Questo è stato l’unico difetto di una finale che meritava di essere celebrata per la sua incredibile intensità e qualità, senza tralasciare il rispetto per due campioni che hanno scritto una pagina indelebile nella storia di questo meraviglioso sport.

Dopo la conquista del suo quinto titolo a Wimbledon, Djokovic parte inevitabilmente da favorito anche per la corsa ai maggiori tornei da giocare sul cemento, in primis lo U.S. Open.

Con la speranza di non assistere più a scene che non fanno parte della mentalità sportiva che dovrebbe caratterizzare lo sport, perchè ad una dimostrazione sportiva del genere non può che fare da cornice uno spettacolo anche sugli spalti.

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