Lun. Set 16th, 2019

Sebastian Vettel: le difficoltà di un campione

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Credit: autosport.com

“Qui a casa loro”: così, un anno fa, Vettel festeggiava la vittoria in casa della Mercedes e di Lewis Hamilton. Un Sebastian Vettel che, forse, per la prima volta, assaporava il gusto di realizzare il desiderio più grande della sua carriera, quello di vincere il mondiale con la Ferrari. Una sensazione di onnipotenza che il tedesco non viveva dai tempi della Red Bull, con la quale dominava in lungo e largo gare e campionati.

Due settimane dopo Vettel e la Ferrari sono ancora nella loro bolla e la conquista della pole position, nel Gran Premio di Germania, ne è la conferma. Intanto Hamilton partirà quattordicesimo e la possibilità di allungare in classifica è sempre più concreta. In gara, però, qualcosa si rompe e Vettel messo sotto pressione dalla rimonta di Hamilton incredibilmente sbaglia, finendo contro le barriere e regalando 25 punti all’avversario.

Da quel momento in poi Sebastian non è più lo stesso, la grandissima capacità di reggere la pressione  improvvisamente svanisce. Una serie infinita di errori interrotta solamente da un acuto nel GP del Belgio.

Una seconda parte di stagione anonima senza avere più la brillantezza dei primi gran premi e un altro mondiale che sfugge dalle sue mani. Le basi per il 2019, però, sono buone perché la SF71H ha dimostrato di essere un grande progetto che potrà lottare ad armi pari contro Mercedes grazie a un buon sviluppo.

La Ferrari è determinata a dare al campione tedesco una vettura che sia in grado di vincere il mondiale e, come da programma, a Febbraio, arriva la presentazione della nuova monoposto: la SF90. Il valore della macchina sarà appurato solo nei test pre-stagionali, dove Vettel e Ferrari sono di gran lunga i migliori. Dopo i test serpeggia ottimismo a Maranello e la convinzione che il 2019 sia l’anno del riscatto è sempre più tangibile.

Al primo appuntamento della stagione i valori in campo cambiano e la SF90 non è più la vettura di riferimento, anzi. Vettel e il suo nuovo compagno, Leclerc, subiscono un distacco umiliante da parte della Mercedes e arrivano anche dietro la Red Bull di Max Verstappen. Il team principal, Mattia Binotto, spiega che hanno dovuto risparmiare il motore per motivi di affidabilità e che la Ferrari, in Bahrain, sarebbe tornata ai livelli dei test.

La previsione di Binotto si rivela corretta, infatti, nella seconda gara della stagione, la Ferrari è la più veloce in tutte le sessioni di prove libere e conquista la prima fila in qualifica. Sebastian, però, è oscurato dalla stella di Leclerc che a soli 21 anni diventa il poleman più giovane della storia della Rossa. Vettel non si sente particolarmente colpito e in partenza, la domenica, brucia il giovane compagno facendo valere tutti e quattro i titoli mondiali. Il sorpasso si rivela un fuoco di paglia perché Leclerc, in due giri, recupera il distacco da Vettel e lo sorpassa. Il tedesco non riesce a tenere il passo del giovane compagno e si ritrova a battagliare con Hamilton per il secondo posto.

Valzer dei pit stop, Hamilton recupera tanto tempo nei confronti di Vettel e lo attacca alla quarta curva. Sebastian non ci sta e prova subito il contrattacco ma sbaglia, ancora una volta. Le critiche a fine gara sono spietate contro di lui e in molti non si spiegano come “un quattro volte campione del mondo sia andato sotto contro un ventunenne e non abbia retto per l’ennesima volta la pressione dell’inglese”.

Dichiarazioni e attacchi troppo duri, anche per chi nella propria carriera ha già vinto tutto. È l’inizio di un baratro senza fondo. La Mercedes è nettamente la vettura migliore, la Ferrari non sembra in grado di colmare il gap, Vettel appare demotivato e Leclerc incalza il ruolo di prima guida, grazie alla sua guida arrembante.

In molti vogliono il passaggio del testimone ma Sebastian non è della stessa idea. In Canada, pista favorevole alla Ferrari, tutti si aspettavano un Charles Leclerc davanti a tutti ma a conquistare la pole è proprio lui, Sebastian Vettel. Tifosi e giornali lo osannano e rivedono in lui gli occhi della tigre. In gara è perfetto, rintuzza tutti gli attacchi di Hamilton che però, come già successo in passato, lo porta all’errore. Sebastian sbaglia e per i commissari rientra in maniera poco sicura in pista, infliggendogli una penalità di 5 secondi che gli costerà la vittoria.

Vettel a fine gara è una furia perché proprio nel momento in cui riusciva ad intravedere la luce alla fine del tunnel, un’ingiustizia e una sua piccola sbavatura non gli hanno permesso di tornare alla vittoria.

La sua SF90, nelle due gare successive, non è affidabile e per due volte è costretto a non partecipare alla Q3. Intanto, però, Leclerc è lì davanti che lotta o per il podio, in Francia, o per la vittoria in Austria.

Tornano a farsi sempre più forti quei rumors che vogliono Charles prima guida. Le ultime voci sono la mazzata finale per Sebastian, sempre più in preda dei suoi fantasmi.

A Silverstone, un anno dopo l’incredibile vittoria in terra inglese dello scorso anno, Vettel commette l’ultimo fatale errore che potrebbe mettere fine alla pazienza dei tifosi e dei piani alti della Ferrari. Nel tentativo di riconquistare la posizione su Verstappen, lo tampona, andando a vanificare la possibilità di un podio. Un piazzamento che avrebbe potuto spegnere, almeno fino al prossimo GP, le voci sul suo futuro e di una possibile rivalità con Charles. Leclerc, invece, incanta per tutta la gara e arriva terzo, diventando sempre più idolo dei Ferraristi. Sebastian, dopo l’ennesimo sbaglio, potrebbe essere arrivato al limite della sopportazione. I continui errori e la mancanza di risultati potrebbero fargli pensare di non essere più il pilota che era una volta e le possibilità di ritiro potrebbero essere più concrete.

Vettel ha dichiarato apertamente di non voler mollare e che darà tutto pur di tornare quel pilota che nel 2015 ha risollevato la scuderia di Maranello da una situazione drastica oppure quel pilota che nel 2017 e nel 2018 ha fatto sognare i tifosi della Rossa, facendo accarezzare il sogno mondiale. E forse vorrà ancora  coronare quel sogno che coltiva sin da quando era un bambino: vincere il mondiale al volante della Ferrari.

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