Lun. Set 16th, 2019

Il ricordo indelebile di Jules Bianchi

Il 17 luglio 2015 moriva Jules Bianchi. Un giovane pilota dal talento ancora nascosto perché il destino non gli ha dato il tempo per dimostrarlo. Jules è nato il 3 agosto del 1989, nella città francese di Nizza, e sin da bambino ha manifestato una grande passione per i motori e per le gare. Passione ereditata dallo zio, Lucien Bianchi, anch’egli deceduto dopo un incidente sul circuito di Le Mans.

Jules riesce a realizzare il sogno di diventare un pilota di Formula 1 nel 2013, dopo aver preso parte a diverse categorie di karting e facendo la gavetta nelle formule minori. Già dalle competizione di kart fa intravedere il suo talento, vincendo Asia-Pacific CIK-FIA, Campione di Francia, WSK International Series nella categoria 125 Super-ICC. Nel 2007 prende parte alla Formula Renault dove vince la FR2.0 Francia con 5 vittorie. Nel 2009 è campione F3 Euroseries. Nella GP2, corsa nel 2011, non ha molta fortuna e a causa di diversi errori non riesce a vincere la competizione, piazzandosi terzo in classifica. Jules, nonostante i molti alti e bassi, attira molte attenzioni su di se grazie alle sue doti velocistiche che gli hanno permesso di vincere il GP di Silverstone.

Attenzioni che lo hanno portato in Formula 1 al volante della Marussia. Il team Russo è dotato di una vettura poco competitiva ma, nonostante questo, Jules riesce a mettersi in mostra. La velocità messa in pista incuriosisce la Ferrari che lo ingaggia per i test sulle gomme per la stagione 2014.

Nel 2014 prende parte alla sua seconda stagione in Formula 1 dove, nella gara di Monaco, a pochi chilometri dalla sua Francia, conquista i primi punti iridati. Jules riesce a posizionarsi in nona posizione su un circuito pieno di insidie e dove i grandi campioni si esaltano e fanno la differenza. La Marussia, comunque, è la stessa vettura della stagione precedente e Jules non riesce a lottare per le posizioni che contano.

Il 5 ottobre il circo della Formula 1 fa tappa a Suzuka, in Giappone. Le condizioni meteo sono impraticabili e la pioggia cade battente sul circuito. La visibilità è scarsa, i rischi sono molti ma la gara prende il via. Al quarantatreesimo giro la Force India di Sutil esce di pista, ma la direzione gara decide di non far entrare la Safety Car nonostante ci fosse una gru nella via di fuga impegnata a rimuovere la vettura. Una decisione fatale perchè, tre giri più tardi, la vettura del  giovane pilota francese perde aderenza ed esce fuori di pista ad altissima velocità. L’impatto con il mezzo è inevitabile e violentissimo. Le condizioni sono subito gravi e l’entrata in pista dell’ambulanza spinge la direzione gara ad esporre la bandiera rossa e a sospendere la gara.

Da questo momento in poi Jules è in continua lotta contro la morte. Le speranze, purtroppo, già dai primi momenti, sono poche. Dopo nove mesi di coma Bianchi è costretto ad arrendersi e a perdere la gara più importante della sua vita. Il 21 luglio, a Nizza, si tennero i funerali a cui presero parte piloti e manager della Formula 1. I piloti , prima della partenza del GP d’Ungheria, resero omaggio mettendosi in cerchio con tutti i caschi riuniti.

La morte di Jules, 20 anni dopo quella di Senna, fu un altro smacco al mondo della Formula 1 che fu costretta a prendere ulteriori provvedimenti per la sicurezza dei circuiti e delle gare, dovendosi giustificare con il mondo intero per l’accaduto.

Nonostante la morte prematura, la sua anima e il suo ricordo non hanno mai abbandonato il mondo delle corse, rimanendo ancora impressi nella memoria dei piloti e, soprattutto, degli appassionati.

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