Gio. Nov 14th, 2019

Mercedes: l’arte di non voler mai perdere

Mercedes, in veste di Toto Wolff, non è abituata a perdere e si vede. La scuderia tedesca ha sempre dimostrato una grandissima fame di vittorie ma qualche volta ha peccato in arroganza e presunzione.

L’ultimo episodio risale a domenica scorsa quando, nelle interviste post-gara, il team principal austriaco si è lasciato andare in dichiarazioni al veleno verso i commissari e i tifosi della rossa. “Vogliamo delle battaglia dure, ma dov’è il limite? Avrebbero potuto dargli entrambe le penalità, una per aver spinto fuori Lewis, l’altra per essere stato aggressivo. In termini di guida ha guidato un po’ oltre il limite, ma cosa volete… Dargli una penalità qui a Monza? Penso ci sarebbe stata una rivolta. Avremmo avuto bisogno di essere scortati dalla Polizia per uscire dal circuito.”

Accuse pesanti, che nessuno avrebbe mai voluto sentire ma che sono arrivate. La Mercedes voleva vincere a Monza perché la sconfitta già subita in Belgio aveva scottato, e non poco, l’orgoglio della casa tedesca.

Agonismo? Cinismo? Cattiveria sportiva? È difficile spiegare questo tipo di atteggiamento, visto che la Mercedes domina sia nella classifica costruttori che in quella piloti. Un successo che in termini di numeri avrebbe cambiato poco alla stella a tre punte ma che interessava molto di più a Ferrari e a Hamilton. Il pilota inglese, infatti, domenica, ha avuto la chance di superare Schumacher per vittorie ottenute a Monza. Occasione che però è sfumata, grazie alla perfezione di Leclerc e della Ferrari. La scuderia di Maranello, invece, aveva bisogno di vincere per continuare a cavalcare l’onda di Spa e per tornare alla vittoria, nel circuito di casa, dopo nove anni.

Il duello tra il pilota della Ferrari e quello della Mercedes è stato duro, c’è d’ammetterlo, ma c’è anche da dire che nessuno dei due ha mai messo in pericolo l’altro. Una penalità, ieri, avrebbe rimandato alla mente i fatti del Canada che hanno fatto notizia, per settimane, nel mondo della Formula 1.

Lo scambio dei cartelli di Vettel ha fatto aprire gli occhi ai commissari che hanno poi deciso di lasciare più liberi i piloti di correre. Quella volta, però, ad avere la meglio, è stata la Mercedes ed essere ripagati con la stessa moneta non è mai bello, sopratutto per un team che si basa sull’orgoglio.

Alla Mercedes, probabilmente, quest’anno, vincere a Monza, contava ben poco ma farlo davanti alla marea rossa, esaltata dai 90 anni della Ferrari, dalla vittoria in Belgio e dalla pole di sabato, avrebbe avuto un sapore diverso rispetto a quello dei cinque anni precedenti.

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