Dom. Nov 17th, 2019

Formula 1, Suzuka: lotta aperta in Giappone

Il Circus torna in pista dopo due settimane e lo fa in Giappone. Le condizioni meteo, però, non danno buone notizie e il probabile arrivo del tifone potrebbe mescolare le carte in tavola. La Mercedes arriva all’appuntamento giapponese dopo la doppietta in Russia e con nuovi aggiornamenti aerodinamici. La Ferrari, dopo la sconfitta a Sochi, ha voglia di riscatto e di continuare la propria crescita. La Red Bull, invece, dopo le pessime prestazioni, vorrà dare un segnale forte alla concorrenza e fare bella figura in casa della Honda.

I numeri del JapanGP

Il circuito giapponese ha ospitato la Formula 1 dal 1987 al 2006, per poi tornare nel 2009. Suzuka è considerato uno dei tracciati più tecnici del mondiale grazie all’alternanza tra curve lente e curve veloci. Nella scorsa edizione a vincere è stato Lewis Hamilton davanti a Bottas e Max Verstappen, solo quinte e seste le due Ferrari. Il pilota con il maggior numero di successi è Michael Schumacher con ben 6 vittorie e il tedesco detiene anche il maggior numero di Pole Position (8). La scuderia che ha vinto di più, invece, è la McLaren con 9 vittorie.

Suzuka: la pista che assegna il titolo

Suzuka, oltre all’aspetto tecnico, è anche nota per le battaglie che molto spesso hanno deciso la corsa all’iride. Nel 1989 ci fu l’incredibile duello tra Senna e Prost, con il brasiliano che doveva assolutamente vincere la gara per tenere vivo il sogno mondiale. Nel momento del sorpasso decisivo, però, gli alfieri della McLaren si toccarono e finirono entrambi fuori gara. Senna riuscì a ripartire ma venne squalificato a fine gara, assegnando definitivamente il titolo al francese. Nel 1990, invece, con Prost alla Ferrari, era il francese ad aver bisogno di una vittoria, ma un contatto alla partenza con l’eterno rivale assegnò il titolo al brasiliano. Nel 1998 e nel 1999 a vincere fu Mika Hakkinen, andando a conquistare il titolo mondiale ai danni di Schumacher ed Irvine. La Ferrari si riscattò nel 2000 e nel 2003, quando Schumacher vinse il primo e il quarto titolo mondiale con la rossa. Nel 2006, invece, il motore tradì il sette volte campione del mondo, lasciando strada libera alla Renault di Alonso che poi conquistò il titolo, in Brasile, grazie ai punti accumulati in Giappone.

Suzuka: Ferrari a caccia di conferme

La Ferrari è a caccia di conferme e Suzuka può fornirle. In un circuito dove il carico aerodinamico e velocità fanno la differenza, la Ferrari affronterà la prova del nove per gettare le basi della vettura del 2020. Gli screzi tra i due piloti avvenuti in Russia sembrano superati, come confermato da Leclerc in conferenza stampa, ed entrambi sembrano essere determinati ad ottenere il miglior risultato possibile per il team. Tuttavia sia Vettel che Leclerc hanno le giuste motivazioni per vincere domenica e regalare agli appassionati il duello mancato a Sochi due settimane fa.

Mercedes: primo match point per il titolo costruttori

La Mercedes, comunque, rimane la vettura da battere e la scuderia tedesca si è presentata in Giappone con l’ultimo grande aggiornamento aerodinamico della stagione. Le frecce d’argento vogliono chiudere il discorso mondiale costruttori, per poi concentrarsi anche loro sulla vettura del 2020. Hamilton, invece, con una vittoria, raggiungerebbe Schumacher a quota 6 trionfi a Sukuza, record ogni epoca, e mettendo quasi in cassaforte il sesto titolo piloti.

FP1 e Fp2: domani i primi verdetti

Appuntamento rimandato, quindi, a domani con le prime due sessioni di prove libere, dove piloti e team cercheranno la giusta confidenza sia con la monoposto che con il tracciato. Aspettando l’arrivo del tifone Hagibis che potrebbe stravolgere i piani della Formula 1.

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