Dom. Nov 17th, 2019

Formula 1, Suzuka: disastro Ferrari e titolo costruttori alla Mercedes

Dopo le qualifiche notturne del Gran Premio del Giappone, questa mattina è andato in scena il diciassettesimo atto del mondiale di Formula 1. La Ferrari non è riuscita a capitalizzare la prima fila, regalando la vittoria a Bottas dopo un errore alla partenza sia di Vettel che di Leclerc. Il monegasco ha avuto anche un contatto con Verstappen alla prima curva che lo ha relegato in settima posizione. Il tedesco, invece, è riuscito a chiudere in seconda posizione davanti ad Hamilton. Il campione del mondo in carica, dopo il piazzamento di oggi, ha la possibilità di conquistare il sesto titolo in Messico tra due settimane. Quarta posizione per Albon a quasi un minuto dalla vetta; sesto Carlos Sainz che agguanta il sesto posto nella classifica piloti. Chiudono la Top-ten le due Renault di Ricciardo e Hulkenberg (6°/10°), la Toro Rosso di Gasly (8°) e la Racing Point di Perez (9°).

La Gara

Si spengono le luci e i due piloti della Ferrari esitano al momento della partenza. Sebastian Vettel si muove leggermente in anticipo rispetto allo spegnimento delle luci, ma il tedesco è riuscito a non far scattare i sensori e la sua manovra non viene punita. Leclerc, invece, nel tentativo di resistere all’attacco di Verstappen, colpisce la Red Bull dell’olandese. La SF90 subisce dei danni all’ala anteriore che perde un pezzo al terzo giro, costringendo il monegasco a fermarsi ai box. Charles rientra in pista e si lancia all’inseguimento del gruppo, nel disperato tentativo di recuperare più posizioni possibili. Verstappen, nel frattempo, lamenta dei problemi via radio alla sua vettura e al 15° giro è costretto al ritiro.

Il leader della gara, Bottas, dopo aver passato le Ferrari al via, tiene un ritmo altissimo che gli consente di guadagnare terreno su Vettel ed Hamilton. Vettel, dopo 17 giri, è il primo dei tre ad effettuare il Pit-Stop, adottando la strategia delle due soste e rientrando in quarta posizione. Bottas e la Mercedes reagiscono alla sosta di Vettel e richiamano subito ai box il finlandese, che cede la vetta al compagno di squadra. Al ventiduesimo giro è Hamilton ad effettuare il cambio gomme, che rientra terzo ma con la strategia di una sola sosta.

Le prime tre posizioni rimangono invariate fino al 32° giro quando Vettel rientra per la sua seconda sosta, montando gomma gialla per arrivare fino in fondo ma alle spalle del duo Mercedes. Cinque giri più tardi anche Bottas è richiamato ai box, lasciando via libera ad Hamilton. Lewis dimostra grande determinazione nel vincere la gara e chiede via radio cosa deve fare per vincere questo GP, mentre Bottas chiede garanzie sul riavaere la prima posizione.

Hamilton, al 42° giro, rientra per la seconda sosta e monta gomma rossa. Dai box si ipotizza un gioco di squadra per cedere la posizione a Bottas, un team radio, però, nega l’ordine di scuderia ma conferma un degrado delle gomme di Hamilton. L’obiettivo di Lewis è quello di sorpassare Vettel per regalare la doppietta alla Mercedes e tagliare fuori dal mondiale piloti gli alfieri della Ferrari.

Hamilton cerca in tutti i modi di attaccare la Ferrari di Vettel ma il tedesco respinge al mittente ogni tentativo di sorpasso. Gli ultimi giri sono privi di grandi emozioni e vedono trionfare la Mercedes di Bottas davanti alla Ferrari di Vettel e alla Mercedes di Hamilton.

I punti raccolti dalle frecce d’argento consentono alla scuderia di Brackley di conquistare il sesto titolo costruttori consecutivo, eguagliando il record della Ferrari.

Prossimo appuntamento: Messico

Tra due domeniche, in Messico, si torna in pista. Hamilton avrà la possibilità di mettere in cassaforte il sesto titolo mondiale ( terzo consecutivo) e portarsi ad un solo titolo da Schumacher. La Ferrari, invece, avrà due settimane di tempo per meditare sui propri errori e continuare a cercare risposte in vista della monoposto del 2020, che dovrà consentire sia Vettel che a Leclerc di lottare per l’iride. Risposte che cercherà anche la Red Bull, dopo cinque gara di basso livello.

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