Dom. Nov 17th, 2019

NBA 1: la stagione inizia!

Bentornati ladies and gentlemen! Dopo una Free Agency pazzesca, un’estate di pronostici e molta attesa, ecco che da martedì notte è iniziata la nuova stagione NBA. Come già letto e ascoltato ovunque, quest’anno il campionato sarà uno dei più combattuti di sempre, con contenders sulla carta alla pari con particolare riferimento alla battaglia di L.A, ma con uno sguardo anche ai Raptors campioni in carica e alla dinastia Warriors.

Le prime due settimane hanno già confermato qualche pronostico. Le due franchigie di L.A. stanno riscuotendo già ottimi successi in queste primissime battute. Tra i ragazzi di Doc Rivers la stella più attesa sta già brillando, infatti Leonard viaggia su una media di 29 punti a partita, mentre i cagnacci come Lou Williams, Harrell e Beverley stanno confermando di essere giocatori da titolo e non semplici comparse alla corte di The Claw. I Clippers si sono anche aggiudicati il primo derby stagionale e, nonostante un paio di sconfitte, sono già in battaglia per i primi posti, attendendo il rientro di Paul George.

Anche sponda Lakers le cose procedono a meraviglia. La squadra è solida e il rapporto coach-giocatori sta mostrando buoni risultati  a livello tattico, soprattutto difensivamente parlando. Da segnalare un Dwight Howard in ottima forma e un Caruso che, in quel di Dallas, ha dimostrato un’esplosività atletica insospettabile paragonato agli altri giocatori della Lega. Nota positiva di questo inizio di stagione è l’intesa LeBron-Davis. Se il monociglio sta mettendo punti e rimbalzi in quantità e costanza ad ogni partita (29 punti e 11 rimbalzi di media), la gestione della partita da parte del Re sta portando benefici sia in attacco e che in difesa, come dimostra la straordinaria prestazione contro i Mavericks nella notte di venerdì. Il duo funziona e il roster è di primo piano. James a tratti ricorda la visione di gioco di Magic Johnson e lo Showtime è tornato a fare coppia con la parola Lakers. I gialloviola sono ora ufficialmente in pole-position per l’anello.

Houston Rockets

Una coppia che invece non sembra ottenere risultati efficaci è quella di Houston. Si sperava che Harden e Westbrook trovassero un sistema efficace per non pestarsi i piedi a vicenda, ma la soluzione attuale elimina ciclicamente uno dei due dall’azione. Fortunatamente siamo agli inizi e i Rockets ci possono ancora lavorare.

Una sorpresa, forse no, è quella degli Spurs. Un’inizio di stagione davvero a manetta quello dei Texani che conquistano 4 vittorie nelle prime cinque uscite, schizzando in vetta alla Western Conference. Ancora una volta San Antonio sembrava essere arrivata al capolinea della gestione di Coach Pop, ma vent’anni dopo stiamo parlando ancora di una squadra competitiva per i Playoffs.

Warriors: la fine di un’era?

La nota più dolente di queste settimane è la dinastia dei Warriors. Una delle squadre più vincenti e forti della storia sta morendo. Nonostante il tono volutamente drammatico, la sensazione è che ci troviamo alla fine di un ciclo che non si rinnoverà. Dopo la partenza di KD in estate, gli appassionati hanno ritenuto che l’innesto di Russell potesse mantenere abbastanza alto il livello di qualità del Roster. Gli infortuni delle Finals 2019, però, hanno spedito ai box non solo Durant ma anche Thompson e, settimana scorsa, è arrivato quello più grave e insperato. Problemi alla mano sinistra per il leader indiscusso della Baia, Steph Curry. Per lui il rientro è previsto fra tre mesi, con una stagione che risulterà probabilmente già compromessa. La sfortuna dei californiani non finisce qui, dopo la sconfitta subita contro gli Spurs anche Green è uscito dal campo con un dito fasciato. Insomma, una partenza complicata per Golden State e l’impressione è che sia iniziato a tramontare il sole su un’era di grandi successi per la franchigia di San Francisco.

Phila: alla conquista dell’Est

Cambiamo fuso agli orologi e voliamo sulla East Coast. Da queste parti a farla da padrona, come da previsione, sono i ragazzi di Philadelphia. Questi giovani acquistano ogni anno sempre più convinzione in se stessi, riuscendo a vincere partite tiratissime come quella di sabato notte contro Portland. Nonostante la perdita in Free Agency di Butler, il nuovo innesto da Boston, Al Horford, si è integrato perfettamente con i compagni. La dimostrazione del fatto che quello di Phila sia un sistema altamente funzionante arriva direttamente dal campo. Dopo i primi match, infatti, è l’unico team ancora imbattuto di tutta la Lega (5-0). Anche quest’anno hanno le carte per giocare una mano vincente, la città dell’amore fraterno freme.

Gli antagonisti ad East però non mancano

Ottimo l’avvio di Boston liberatosi della grana Kyre Irving. La nuova superstar dei Celtics, Walker, ha preso per mano i propri ragazzi senza però privarli della loro individualità in fase offensiva. Aspetto che ha fatto rinascere Jason Tatum, che viaggia su una media di 22 punti per gara. Con Stevens in panchina, il gioco di Boston non può che essere di grande qualità. L’unica incognita in ottica Playoffs è la profondità del Roster, quando i titolari dovranno riposare.

Milwaukee Bucks

Anche i Milwaukee Bucks si confermano squadra di alta classifica. Zero sorprese ovviamente sul loro rendimento. Il fattore principale della loro competitività è sempre Giannis Antetokounmpo. Il greco, fresco vincitore dell’ MVP della stagione precedente, non può lontanamente considerare la possibilità di lasciarsi sfuggire i Playoffs in questo momento della sua carriera. Alla lunga si vedrà se potranno conquistare la testa di serie ad East, ma per ora i Bucks hanno iniziato col piede giusto.

Toronto Raptors

I campioni in carica, seppur orfani di Kawhi Leonard, stanno dimostrando di possedere tanta qualità anche in altri giocatori. Non solo, quindi, il solito Kyle Lowry, ma si confermano ad alti livelli anche Siakam (26 di media) e VanVleet. In squadra poi sono rimasti anche Gasol ed Ibaka. I Raptors si presentano, quindi, come una validissima squadra da Playoffs.

Miami Heat

Alla fine arriviamo alla vera sorpresa di questo inizio stagione, i Miami Heat. Gli Heat tornano in alta classifica anni dopo la gloriosa era Wade-James-Bosh. A riaccendere i riflettori sulla franchigia della Florida, era stato in estate Jimmy Butler. Il ragazzo, criticato per questa scelta, ci ha visto lungo. Gli Heat hanno raccolto 4 vittorie e una sola sconfitta, dicendo grazie principalmente a due giocatori. Il primo è Kendrick Nunn, grazie alla grande quantità di punti che ha portato in queste gare. Il secondo è il rookie Tyler Herro, che sta sorprendendo tutti con la sua maturità e visione di gioco. Piacevole smentita ai pronostici, chissà quanto possano durare.

Ultime postille

Delusioni da parte Nets e Pacers. Entrambe pronosticate in zona Playoffs hanno effettuato una falsa partenza. Ne approfittano le meno quotate Detroit e Cleveland che si posizionano fra le prime otto. Classifica più che bugiarda, si aggiusterà. Non decollano neanche Knicks e Pellicans, i secondi però attendono ancora Zion fermo per infortunio. Da segnalare, infine, le prestazioni di Luka Doncic. La stella di Dallas infatti continua ad incantare ed insieme a LeBron hanno dato vita ad una partita da cineteca nella serata di venerdì. Per lo sloveno 31 punti, 13 rimbalzi e 15 assist contro i 39 punti, 12 rimbalzi e 16 assist di James. A fine partita il Re lo elogia dichiarandosi fiero di aver ispirato un ragazzo come Luka; chapeu ad una futura leggenda europea in NBA.

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