Mer. Dic 2nd, 2020

Michael Schumacher: il più grande di sempre compie 51 anni

Oggi, 3 gennaio, Michael Schumacher compie 51 anni. Il pilota tedesco ha conquistato 7 titoli mondiali, 91 vittorie, 155 podi, 68 pole position e 77 giri veloci.

L’esordio con la Jordan e gli anni con la Benetton

Il campione di Hürth ha esordito nel 1991 in Belgio al volante della Jordan, conquistando un settimo posto in qualifica e un ritiro in gara. Un esordio non da incorniciare ma, come ammesso dal suo manager qualche anno più tardi, Michael correva per la prima volta sul circuito di Spa-Francorchamps.

Impegno e dedizione al lavoro che impressionano il Team Principal della Benetton, Flavio Briatore. Il nativo di Verzuolo lo ingaggia fino al termine della stagione e i continui progressi del tedesco lo convincono a fargli fare un contratto fino al 1995. Benetton e Schumacher si dimostrano subito un binomio vincente, tanto da conquistare la prima vittoria in Belgio nel 1992. Michael, però, non si limita a vincere solo le gare e nel 1994 arriva il primo titolo mondiale. Nel 1995 Schumacher si ripete, vincendo anche il titolo costruttori che l’anno prima era sfuggito alla Benetton.

Gli anni Ferrari e i 5 titoli consecutivi con la Rossa

Nel 1996 passa alla Ferrari con l’obiettivo di riportare in Italia il titolo piloti che manca dal 1979. Tuttavia, i primi anni con la Rossa non sono straordinari, nonostante il talento di Michael e le figure di Jean Todt e Ross Brawn, la Ferrari non riesce a colmare il distacco con la Williams prima e con la McLaren dopo. Il Kaiser vince 16 Gran Premi nei primi quattro anni al volante della Ferrari, senza però centrare il titolo mondiale.

Svolta che arriva nel 2000, la Ferrari è finalmente competitiva sin dall’inizio e permette a Michael di vincere 5 delle prime 8 gare. Il titolo sembra aver preso la via di Maranello, ma i tre ritiri in Francia, Austria, Germania e le due vittorie di Hakkinen in Ungheria e in Belgio sembrano spezzare il sogno di Michael e della Ferrari. Schumacher però non si arrende e la vittoria a Monza lo rende invincibile. Schumacher vince le ultime quattro gare del mondiale, conquistando il terzo titolo della carriera in Giappone e riporta il titolo mondiale a Maranello 21 anni dopo Jody Scheckter. Dal 2001 al 2004 è un dominio assoluto del binomio Ferrari-Schumacher. Michael vince altri 39 Gran Premi e si aggiudica altri 4 titoli (7 in totale) diventando il pilota più titolato della Formula 1. La Ferrari, allo stesso tempo, diventa la squadra più vincente di sempre ed entra nel mito.

Ottavo titolo sfiorato e il primo ritiro

Il 2005 è un anno di transizione, la Ferrari e Michael non sono abbastanza competitivi per lottare per il mondiale e chiudono con una sola vittoria (Stati Uniti). Il 2006 non parte nel migliore dei modi ma lo sviluppo della Ferrari e la voglia di vincere gli permettono di recuperare lo svantaggio da Fernando Alonso. Michael vince per l’ultima volta a Monza e al termine della gara annuncia il ritiro. Vince anche in Cina raggiungendo quota 91 vittorie. A Suzuka il tedesco è ancora in testa ma la rottura del motore lo costringe al ritiro. Ritiro che mette fine alla speranze di vincere l’ottavo titolo mondiale. Nonostante l’annuncio del ritiro, Michael non sembra aver perso lo smalto dei tempi migliori e in Brasile mette in atto una rimonta senza precedenti.

Gli anni in Mercedes e il secondo ritiro

Nel 2010 torna nel mondo delle corse al volante della Mercedes. I risultati, però, non rendono giustizia al 7 volte campione del mondo che in tre anni conquista solo un podio e una Pole Position a Montecarlo. Sei anni più tardi dopo il primo ritiro, Michael lascia definitivamente le corse al termine del rocambolesco Gran Premio del Brasile del 2012.

L’incidente sulle nevi di Méribel

Il 29 dicembre 2013 è vittima di un incidente sugli sci in Francia che segna in maniera importante la vita del campione tedesco. A sei anni di distanza non sono ancora chiare le condizioni di Michael, dovuto al totale riserbo della famiglia sulle sue condizioni. Tuttavia, i tifosi e il mondo della Formula 1 nutrono ancora la speranza di rivederlo, magari un giorno, tra i vari circuiti a tifare per il figlio Mick.

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