Mar. Set 22nd, 2020

Valentino Rossi: 41 anni da Campione

“Pensa se non ci avessi provato”. Tantissime volte abbiamo sentito queste parole accostate al mondo dello sport e negli anni è diventata la frase emblema del pilota più famoso al mondo, Valentino Rossi. Il Dottore, infatti, oggi compie 41 anni e dopo 9 titoli mondiali, 115 vittorie, 234 podi si appresta a partecipare alla venticinquesima stagione in sella ad una moto da corsa. In questo giorno speciale abbiamo deciso di ripercorrere le tappe del Campione.

L’esordio con AGV e il primo titolo nel 1997

Valentino ha esordito nel 1996 con l’AGV e, dopo un inizio fatto di alti e bassi, Rossi conquista la prima vittoria nel Gran Premio della Repubblica Ceca. Un primo posto che cambierà per sempre la carriera del pilota italiano. Nel 1997 passa all’Aprilia con l’obiettivo di centrare il colpo grosso: il titolo mondiale. Prima corona iridata per il giovane pilota italiano che nel corso dell’anno conquista ben 11 vittorie su 15 Gran Premi.

Il passaggio in 250 e il secondo mondiale

Il passaggio dalla 125 alla 250 è più difficile del previsto, Vale ha bisogno di adattarsi alla nuova moto e le prime due cadute nelle prime due gare ne sono la conferma. Tuttavia, dopo un periodo di assestamento, Rossi prende le misure con la nuova categoria e si lancia in una disperata rimonta per aggiudicarsi l’iride all’esordio. Rimonta che si ferma a 23 punti dal connazionale Loris Capirossi. Nel 1999, nonostante un avvio sotto le aspettative, Valentino domina il mondiale della 250 e conquista il secondo titolo piloti.

L’ultimo campione della 500

La Honda lo mette sotto contratto dopo gli ottimi risultati in 125 e 250. Il passaggio dalla categoria intermedia a quella regina, come più volte sottolineato da Valentino, è brutale. Il Dottore, infatti, registra due ritiri nelle prime due gare. Rossi comunque non si arrende e riesce a chiudere, all’esordio, in seconda posizione. Nel 2001, ultimo anno della 500, Valentino domina il campionato e porta a casa ben 11 vittorie su 15 gare disputate. In Australia arriva il terzo mondiale dopo una battaglia con il rivale di sempre Max Biaggi.

L’avvento della MotoGP e 2 titoli in fila con Honda

Nel 2002 avviene il cambio epocale, la 500 va in pensione e viene sostituita dalla MotoGP. La forza della Honda e il talento smisurato del Campione italiano demoliscono la concorrenza. Valentino, tolta la Repubblica Ceca, non fa peggio del secondo posto e si aggiudica ben 11 vittorie. Max Biaggi, secondo al termine del campionato, accuserà un distacco di 140 punti. Nel 2003 la musica non cambia, Valentino è infallibile e si porta casa l’ennesimo titolo. Nonostante le grandi prestazioni, il rapporto tra Honda e Valentino è ai mini termini. L’aria di grande tensione tra la casa giapponese e il pilota italiano porta alla separazione al termine del campionato. Rossi firma per la Yamaha anche per dimostrare di essere un vincente non solo grazie alla moto.

Il passaggio in Yamaha e altri 4 titoli

Il salto nel vuoto al termine del 2003 sembrava poter mettere a rischio la carriera del Campione. Nonostante questo, Valentino lascia tutti senza parole e sia nel 2004 che nel 2005 conquista i titoli numero 6 e 7. Nel 2004 vince all’esordio con la Yamaha, battendo proprio Biaggi. Vale vince 9 gare e nel 2005 si ripete con 11 successi. Dopo un dominio ad inizio anni 2000, Rossi passa due anni ad inseguire i propri avversari. Nel 2006 perde il mondiale all’ultima gara della stagione ai danni dell’americano Nicky Hayden. Nel 2007, invece, la supremazia di Stoner e Ducati non permettono a Rossi di tornare sul tetto del mondo. Il 2008 sarà l’anno della svolta per Rossi. Dopo un avvio in sordina, Valentino mette insieme 3 vittorie e 4 podi. Stoner e la Ducati non si arrendono e riaprono un mondiale che sembrava nelle mani di Valentino. Laguna Seca sarà la gara che cambierà le sorti della stagione, Valentino batte Stoner dopo un duello senza precedenti e mina la fiducia del pilota australiano. Rossi, così, in Giappone, vince gara e mondiale. Nel 2009 il Dottore si ripete, questa volta contro il compagno di squadra Jorge Lorenzo. Il sorpasso all’ultima curva a Barcellona ha lo stesso effetto del duello in America dell’anno prima e in Malesia, grazie al terzo posto, Vale conquista il nono titolo.

Gli anni in Ducati e il ritorno in Yamaha

Dopo un 2010 condizionato dall’infortunio rimediato al Mugello, Rossi decide di passare alla Ducati. Il biennio con la casa italiana, però, si rivela un totale fallimento con Valentino che riesce ad ottenere solo 3 podi in due anni. I scarsi risultati con la casa di Borgo Panigale portano il pilota di Tavullia a tornare in Yamaha. Il ritorno alla casa di Iwata fa ritrovare lo smalto al Dottore che vince in Olanda, Spagna ed Australia nei primi due anni della seconda esperienza. Nel 2015 sfiora il mondiale e solo le controversie con lo spagnolo della Honda, Marc Marquez, non gli permettono di arrivare a quota 10 mondiali vinti. 2016, 2017, 2018, 2019 sono anni difficili, la Yamaha è in crisi tecnica e Valentino porta a casa solo tre vittorie, l’ultima ad Assen 2017. Nonostante l’età che avanza e un gap da colmare molto ampio con Honda e Ducati, Rossi non si arrende e vuole riuscire nell’ultima impresa della sua immensa carriera, portando avanti, sempre e comunque, il suo motto: “Pensa se non ci avessi provato.”

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