Mer. Giu 3rd, 2020

Virtual Race, un assaggio della Formula 1 del futuro?

In un momento così delicato per l’Italia ed il Mondo intero non pensavo che una semplice gara virtuale potesse fornire uno spunto così interessante. In questo periodo parlare di sport, motorsport soprattutto, rimane molto difficile, le gare non si disputano e la FIA ha imposto la chiusura delle fabbriche ai vari team. Passare le ore a riguardare gli eventi del passato può essere utile per migliorare la comprensione della Formula 1, ma la noia potrebbe prendere il sopravvento a forza di guardare immagini su immagini. Un sentimento logorante ma che mi ha fatto sorgere un dubbio: Virtual Race, un assaggio della Formula 1 del futuro?

Una domanda che all’apparenza può apparire banale, quasi ridicola ma che potrebbe non essere così scontata. Una gara alla Playstation non potrà mai riproporre le emozioni che una gara reale può regalare, è vero. Qui, però, non si parla di sentimenti ma di aspetti prettamente regolamentari. Gli appassionati sanno che nel 2021, ormai 2022, ci sarà un cambio di regolamento molto radicale. Tuttavia, nel nuovo regolamento c’è una postilla che prevede un budget cap di 600 milioni di euro. Un tetto salariale che dovrebbe ridurre ed equilibrare le varie forze in pista.

Un’ipotesi che, per ovvi motivi, non ha avuto ancora conferma dal mondo reale ma che una semplice gara online potrebbe aver dato in parte. Il mondiale del 2019 non passerà alla storia come uno dei più divertenti o combattuti ma sarà ricordato come uno dei più noiosi, con giusto qualche gara da ricordare. La Virtual Race australiana, anche se di soli 29 giri, invece, ha regalato molti più colpi di scena del previsto. Perché questo? Perché tutte le auto erano allo stesso livello. Tutti i team, quindi, hanno potuto godere dei 600 milioni che la Formula 1 ha messo a loro disposizione.

Una gara ricca di imprevisti e colpi di scena, piena di sorpassi e controsorpassi. Quel fascino e quella spettacolarità che il Circus ha abbandonato ormai da tempo. Alla fine l’ha spuntata Leclerc, vincendo con quasi 10 secondi di vantaggio. Quello che si è visto a centro gruppo e soprattutto nelle posizioni di testa, però, ha rispolverato quei continui corpo a corpo che lo scorso anno solo in Inghilterra, Italia e Brasile abbiamo visto. Troppo poco per un calendario di 21 Gran Premi.

Una Virtual Race che per un’ora, quindi, ci ha permesso di riassaporare la sensazione è il pilota a fare la differenza, non la macchina. Un innocuo Gran Premio online dominicale che forse ci ha permesso di capire che il nuovo regolamento non cambierà solo tecnicamente le monoposto, ma anche il modo di entusiasmare i fan del passato, del presente e del futuro.

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